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| Data e ora | 24/07/2009 |
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Fiamme, vento e alte temperature hanno causato un disastro ambientale che ha colpito soprattutto il Monte Arci. Manca un bilancio ufficiale ma si stima che il fronte del fuoco, oltre 3 chilometri, abbia mandato in cenere più di 2.000 ettari di bosco, macchia mediterranea e pascolo alberati. Gravi danni sono stati segnalati anche nei cantieri forestali dell’Ente foreste. Sarebbe questo l’incendio più grave dopo il disastro del 1985, quando le fiamme rasero al suolo oltre 800 ettari del Monte Arci. Il fronte delle fiamme ha interessato le periferie dei centri abitati di Pau, Villaverde, Usellus, Villaurbana e Ales. Per fronteggiare le emergenze nelle ultime 24 ore è stata allestita in Prefettura anche una unità di crisi che ha coordinato il lavoro tra le forze dell’ordine. Ci sono state e ci saranno nei prossimi giorni delle polemiche sui ritardi dei mezzi aerei. I canadair e gli altri velivoli sono arrivati sul Monte Arci troppo tardi. Eppure le prime avvisaglie si erano avute già nel corso della notte. Il vento di levante aveva favorito l’azione dei piromani che in piena notte hanno acceso le fiamme contemporaneamente da più parti. Le fiamme sono partite nel primo pomeriggio da Pau e si sono estese ben presto verso Usellus e Villaverde. Per diverse ore le squadre a terra sono rimaste impotenti davanti al rogo. Le fiamme hanno attraversato con facilità le strade provinciali e si sono stese sul monte. Carabinieri e polizia hanno bloccato le principali strade provinciali. Decine di aziende agricole sono state fatte sgomberare. A rischio per alcune ore è stato anche il campeggio montano di Sennisceddu. Il centro operativo di Fenosu ha fatto i salti mortali per poter coordinare le squadre e terra e i pochi elicotteri di cui dispone. I vigili del fuoco hanno fatto rientrare al lavoro il personale a risposo. Nel tardo pomeriggio quando le fiamme hanno minacciato le oasi di Villaurbana, sono arrivati i Canadair della protezione civile, prima impegnati in Planargia. «E’ stata una brutta e indimenticabile giornata – ha detto il prefetto Giovanni Battista Tuveri – non abbiamo avuto per fortuna feriti ma il danno al patrimonio boschivo è immenso». (Elia Sanna, pubblicato su la Nuova Sardegna del 24 luglio 2009)