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A Villaurbana, Antioco Zucca nacque e morì. Fu il 21 ottobre 1870 quando venne alla luce, fu il 6 maggio 1960 quando si spense nella sua casa natale.
Antioco Zucca
Era figlio di Efisio e Teresa Perra, una famiglia di agiati agricoltori che grazie alle loro facoltà economiche poterono far seguire ad Antioco gli studi inferiori a Oristano e a Cagliari. Certo che le premesse per una grande carriera scolastica non furono le migliori, visto che fu bocciato in quarta elementare ad Oristano, rimandato in seconda ginnasio e respinto al quarto anno.
Varcò il mare per affrontare la carriera universitaria, iscrivendosi alla facoltà di lettere di Bologna, dove fu allievo di Giosuè Carducci. All'età di 23 anni iniziò a metter per iscritto i suoi pensieri, tanto che l'opera ''l'uomo e l'infinito'' gli valse un premio dal Ministero della Pubblica Istruzione a Roma. Tale riconoscimento coincise con il trasferimento nella capitale per ultimare gli studi. Fu proprio all'Università di Roma dove nel 1893 conseguì la laurea in lettere e quella in filosofia. A Roma conobbe il De Gubernatis ed il Labriola, ed ebbe, fra i sardi, come amici fraterni Luigi Falchi e Paolo Orano. A Roma iniziò ad insegnare materie letterarie.Roma divenne anche il punto di partenza per diversi suoi spostamenti: la sua terra natale sarda, Brescia e Bari dove ebbe modo di insegnare, Parigi dove ebbe modo di conoscere Haeckel, Gasquet e il futuro premio nobel del 1901 Sully Prudhomme.
In questi anni di viaggi iniziò una collaborazione assidua con diverse riviste: ''Coenobium'', rivista di ispirazione mistica; 'Rivista di Filosofia' del filosofo Bernardino Varisco; la rivista letteraria 'Sardegna'; la rivista 'Il Pensiero Nazionale'. Produzione che non smise mai di coltivare, neppure dopo il suo rientro, da pensionato, a Villaurbana.
Cinque anni prima che morisse, l'accademia di studi superiori 'Phoenix' di Bari conferisce ad Antioco Zucca la laurea 'honoris causa' in Psicologia.
Secondo le sue disposizioni testamentarie, la sua personale biblioteca fu affidata al Comune di Oristano che ancora oggi la conserva.
La casa in cui visse e morì Antioco Zucca (foto P.Pireddu)
Targa commemorativa affissa all'esterno della casa di Antioco Zucca (foto P. Pireddu)
La prima pagina dell'opera L'uomo e l'infinito di Antioco Zucca