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Tutti i venerdì si parla, in sardo, di lingua sarda.

Data pubblicazione on line: 31/08/2010 Data scadenza: 30/11/-0001

Dopo la conferenza introduttiva di venerdì scorso, 27 agosto, proseguiranno per cinque settimane gli incontri in lingua sarda sulla lingua sarda. Gli incontri, i venerdì dalle 18 alle 19.30 presso il centro socio culturale, promossi dall'amministrazione comunale e presentati dal responsabile dell'ufficio linguistico comunale Antonello Garau, mirano a promuovere e sensibilizzare l'utilizzo della lingua sarda anche e soprattutto come strumento utile di crescita, sia culturale e identitaria ma anche in termini di sviluppo dell'apprendimento.

Una ricerca sociolinguistica presentata nel 2007, realizzata dalla Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con le Università di Cagliari e di Sassari, ha evidenziato che la trasmissione intergenerazionale della lingua sarda, in molti paesi della Sardegna, tende ad arrestarsi e che il sardo, già dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, ha iniziato a non essere più la lingua della socializzazione primaria come in precedenza. Richiamando il titolo di uno studio sullo stato di salute della lingua sarda nel paese di Scano Montiferro, effettuato da Roberto Bolognesi e Antioco Cappai-Cadeddu nel 2002, potremmo definire il sardo come ''un condannato a morte che gode di ottima salute''.

Occorre dunque chiedersi: perché accade ciò? Perché i parlanti sardi stanno interrompendo l'unica modalità che consente a una lingua di continuare a vivere, cioè la sua trasmissione da una generazione all'altra? Probabilmente questa scelta è motivata dalla maggiore percezione di utilità dell'italiano rispetto al sardo nella moderna comunicazione e anche perché si continua a ritenere che i nostri figli, italofoni, godranno di un prestigio sociale maggiore. Nello sviluppare questo ragionamento, però, ci si scorda di tre aspetti fondamentali: 1) crescere i nostri figli in sardo non significa crescerli solo in sardo (sarebbe controproducente!), ma anche in sardo; 2) ricerche scientifiche hanno dimostrato che il cervello dei bambini consente di apprendere e utilizzare due, tre … tutte le lingue che si vuole (a seconda del tempo di ‘esposizione' a ogni lingua) senza che l'una sottragga lo spazio all'altra; 3) è ormai certo che il plurilinguismo, soprattutto se è precoce, sviluppa nei bambini dei vantaggi straordinari in quanto: li aiuta ad apprendere meglio le lingue che sentono e a mantenerle distinte, li aiuta ad apprendere meglio e con maggiore rapidità altre lingue straniere, li aiuta ad imparare a leggere prima dei bambini monolingui, rafforza le loro capacità di attenzione e di relazione, fornisce loro uno strumento in più per capire e per vivere ciò che accade nel mondo, rafforza in loro la consapevolezza della propria identità culturale. Non è poco!

L'invito è esteso a tutti, con l'auspicio che l'educazione linguistica dei bambini e dei ragazzi villaurbanesi, l'impegno educativo dei genitori e il futuro della lingua sarda, per quanto riguarda Villaurbana, possano trarne grande e concreto giovamento.

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