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Antioco Zucca

Cenni biografici

Antioco Zucca nacque a Villaurbana il 21 ottobre 1870 da Efisio e Teresa Perra. La casa natia, in via Umberto, fu successivamente distrutta per far spazio a un nuovo caseggiato, mentre i familiari, quando egli aveva circa venti anni, si trasferirono in una nuova abitazione in via Vittorio Emanuele, ancora oggi integra. La casa in cui visse e morì Antioco Zucca (foto P.Pireddu) La casa in cui visse e morì Antioco Zucca (foto P.Pireddu)
La famiglia di origine benestante, grazie ai numerosi possedimenti terreni e al bestiame e capace di dare lavoro a diversi dipendenti fissi, gli permise di studiare. Dopo aver compiuto gli studi inferiori prima ad Oristano e poi a Cagliari per motivi di salute, si trasferì a Bologna, dove frequentò l'università di lettere, divenendo alunno del celebre Giosuè Carducci. Terminò gli studi a Roma, dove conseguì la sua prima laurea, in Lettere appunto, nel 1896; solo qualche anno dopo, precisamente nel 1902 si laureò anche in Filosofia.
Ebbe la possibilità di effettuare diversi viaggi, tra cui anche uno a Parigi, dove entrò in contatto con alcune delle maggiori personalità del tempo come Haeckel, Gasquet e il futuro premio nobel del 1901 Sully Prudhomme; molto probabilmente è in questa città (oppure a Torino, a seconda delle fonti) che conobbe la fidanzata, che non riuscì mai a sposare e di cui si conosce davvero poco.
Una volta rientrato in Sardegna, per stare vicino al vecchio padre ammalato, il quale morì nel 1905, si dedicò all'insegnamento, attuando la sua professione nei licei di Cagliari, Oristano e Santu Lussurgiu; prima di lasciare nuovamente l'isola per insegnare a Bari, Chiari e infine Roma, dove rimase per ben diciotto anni. Nel 1935, ottenuta la pensione, di lire 16.633, come si può vedere da un certificato conservato nella sua abitazione, e lasciato dunque l'insegnamento, fece rientro a Villaurbana per stabilirvisi definitivamente. Qui, lontano da qualsiasi impegno potè dedicarsi alla sola filosofia, alla quale aveva già dedicato gran parte della vita.
Riceve, nel 1955, la laurea honoris causa in psicologia dall'accademia di studi ''Phoenix'' di Bari.
Morì, nel suo paese natale, il 6 Maggio del 1960. La pergamena del conferimento della Laurea Honoris Causa conservata presso la sua casa La pergamena del conferimento della Laurea Honoris Causa conservata presso la sua casa

Il ricordo: tra verità e mito.

Quando a Villaurbana si chiede, a chi l'ha conosciuto, di tracciare un ricordo di Antioco Zucca, ''su professori'' così come dai più viene ricordato, è presentato come un uomo sempre affabile, rispettoso e disponibile. Si racconta che uscisse di casa sempre dimesso nelle vesti, con una modesta cravattina e un vecchio cappello, immancabile il solito bastone. Durante le passeggiate quotidiane, che era solito fare nei dintorni dell'abitato, si soffermava a parlare con contadini, pastori e bambini, invitando a non maltrattare gli animali e fornendo spiegazioni di qualsiasi genere su parole nostrane ed espressioni dialettali. Trascorse una vita semplice e schiva, sempre lontano dai rumori mondani, non ebbe mai alcuna ambizione per cariche politiche o accademiche, favorendo in questo modo la poca notorietà del suo nome ai giorni nostri. E forse per questo, fu molto rispettato anche dalla sua comunità di Villaurbana visto che su di essa non fece mai pesare i suoi titoli e le sue onorificenze. Tra gli aneddoti che si raccontano, vi è quello di una sua esagerata paura per la morte, soprattutto per la ''morte apparente'', lasciò, infatti, detto ai familiari che non lo seppellissero prima di quarantotto ore dal decesso. Antioco Zucca in un ritratto degli anni 30. Antioco Zucca in un ritratto degli anni 30.

Il suo pensiero e le sue opere

Ateo ma senza punte anticlericali, filantropo e pacifista, positivista e capace di mettere sempre al centro della sua speculazione l'uomo e non la materia, Antioco Zucca dedicò tutta la sua vita alla filosofia. Studiò filosofia per produrre filosofia: per questo può definirsi l'unico filosofo teoretico della Sardegna. A soli venticinque anni fu capace di comporre il suo primo scritto filosofico ''L'uomo e l'infinito'', cui fecero seguito numerosi altri, fino all'ultimo suo capolavoro intitolato ''I rapporti fra l'individuo e l'universo''. Collaborò sempre con riviste italiane e straniere, componendo articoli per giornali quali ''Coenobium'', ''Rivista filosofica'', ''Sardegna'', e molti altri. Uno dei tanti manoscritti di Antioco Zucca ancora conservati presso l'archivio Storico Comunale di Oristano Uno dei tanti manoscritti di Antioco Zucca ancora conservati presso l'archivio Storico Comunale di Oristano
''L'uomo e l'infinito'' è la prima opera del filosofo, composta a soli venticinque anni e data alle stampe per la prima volta nel 1894. Non realizzata, inizialmente, come un'opera di carattere filosofico, assunse questa caratterizzazione solo dopo una successiva rielaborazione da parte del professore, che comprese come questa potesse diventare uno dei suoi più grandi capolavori. Scritto con l'intento di essere un testo accessibile anche alle persone di cultura media, assume la forma dialogica, i cui personaggi sono Panfilo (l'uomo filosofo), Teofilo e Callisto.
Partendo dall'unicità delle leggi che governano la materia, dall'universalità del suo moto, dalla sua forma e dai suoi elementi Zucca deduce l'infinità della vita cosmica; la cui realtà, costituita da organismi grandi e piccoli, uniti in rapporti di successione e coesistenza nel ciclo evolutivo, non riesce ad appagare né l'uomo, né la sua ragione, né il suo sentimento. Analizzando l'opera si può affermare che viene meno la fede positivistica nella scienza, mentre emerge il tema romantico, già presente in Leopardi, della ''Natura Matrigna'' nei confronti dell'uomo. Resta comunque la fiducia in uno sviluppo positivo della storia umana.
Il sistema filosofico proposto da Antioco Zucca fu definito dalle sue stesse parole ''monista''.questa parola fu usata per la prima volta nel 1887 nel sesto numero della ''rivista filosofica scientifica'' con la quale collaborava Roberto Ardigò, amico di Zucca. Il termine, usato come sinonimo di materialismo o di positivismo, nacque in Germania e il suo principale esponente fu Ernst Haeckel che spiegava la formazione dell'universo servendosi esclusivamente di ipotesi materialistiche. Antioco Zucca si sentiva molto vicino a questa corrente di pensiero.
''I rapporti tra l'individuo e l'universo'' è l'ultima opera del filosofo, composta ormai in età matura e pubblicata nel 1937, quando all'idea di un'opera di media cultura fece seguito la consapevolezza di un'opera più complessa. Antioco Zucca analizza i rapporti tra l'individuo e l'universo, cercando di individuare un'armonia tra essi. Nell'opera Zucca mostra di interessarsi alla tesi dell'abitabilità di altri pianeti oltre la Terra, ipotesi sostenuta anche grazie a riferimenti scientifici. Vi è inoltre un excursus sull'ampiezza dell'universo e sui pianeti esistenti al suo interno, e viene ripercorsa la storia del pensiero filosofico mediante la cultura appartenente a diverse epoche storiche, quali il periodo Cristiano, il mondo classico e il Rinascimento. Targa commemorativa affissa all'esterno della casa di Antioco Zucca (foto P. Pireddu) Targa commemorativa affissa all'esterno della casa di Antioco Zucca (foto P. Pireddu)

La sua produzione

  • 'L'uomo e l'infinito', Imola, Tipografia sociale, 1894.
  • 'L'uomo e l'infinito', Roma, Perino, 1895.
  • 'L'uomo e l'infinito', Roma, Voghera, 1906.
  • 'Il lamento del genio', parodia, Sassari, Gallizzi, 1898.
  • 'Dopo il dolore', canto, Chiari, Rivetti, 1909.
  • 'Il grande enigma', Modena, Formiggini, 1910.
  • 'Le lotte dell'individuo', ''Rivista di Filosofia'', III, fasc. 4, 1911.
  • 'Le lotte dell'individuo', Modena, Formiggini, 1911.
  • 'Essere e non essere', ''Rivista di Filosofia'', XI, fasc. 5, 1919.
  • 'Essere e non essere', Roma, Formiggini, 1920.
  • 'Pensieri', ''Rivista sarda'', vol. 1, nn. 5-7, 31 luglio 1919, pp. 173-176.
  • 'Leggenda e realtà', ''Rivista sarda'', vol. 2, n. 5, 30 giugno 1920.
  • 'Roberto Ardigò e il vescovo di Mantova (un'intervista nel sogno)', Roma, Rivista sarda, 1921.
  • 'Roberto Ardigò e il vescovo di Mantova (un'intervista nel sogno)', Roma, Ferri, 1922.
  • 'Un filosofo di un filosofo', ''Mediterranea'', vol. 2, n. 3, 30 marzo 1928, pp. 4-7.
  • 'I rapporti fra l'individuo e l'universo', Padova, Cedam, 1937.
  • 'Le veritable rôle de l'homme dans l'univers', Paris, Schleicher, s.a.

Bibliografia

  • F. PISANO, ''L'uomo e l'infinito'' di Antonio Zucca, ''Nuova rivista'', 16 gennaio 1907.
  • F. PISANO, ''L'uomo e l'infinito'' di Antonio Zucca, Roma, Cromo-tipografia Moderna, 1907.
  • F. FARCI, 'Un filosofo poeta di Sardegna: Antioco Zucca', Cagliari, Società Tipografica Sarda, 1923.
  • G. BROCHER, Antioco Zucca, ''La libre pensé internationale'' 6 aprile 1923.
  • G. MADAU , 'Un filosofo poeta di Sardegna: Antioca Zucca', ''Coscentia'' 14 aprile 1923.
  • s.a., 'Antioco Zucca', ''L'evangelista'', 9 maggio 1923.
  • H. G. 'Antioco Zucca', ''Homo'', 15 giugno 1923.
  • s.a., 'Un filosofo poeta di Sardegna: Antioco Zucca', ''La Parola'', 1 luglio 1923.
  • G. MUSIO, 'Per un filosofo poeta', ''Il Giornale d'Italia'', 8 luglio 1923.
  • DOTTOR FAUSTO, 'Un filosofo poeta', ''L'Italia del Popolo'', agosto 1923.
  • s.a., 'Un filosofo poeta di Sardegna: Antioco Zucca', ''La Voce repubblicana'', 4 agosto 1923.
  • IL ROMEO, 'Un filosofo poeta di Sardegna', ''Rivista Popolare'', 30 novembre 1923.
  • D. CIAMPOLI, 'L'uomo e l'infinito di Antioco Zucca', ''Rivista sarda'', n. 5, 1924.
  • D. CIAMPOLI, 'L'uomo e l'infinito di Antioco Zucca', Roma, Tipografia la Casa del Libro, 1924.
  • R. CIASCA, 'Bibliografia sarda', Roma, 1931-34, vol. IV, p. 552, nn. 20623-20628.
  • Notizie in ''Bullettino Bibliografico Sardo'', Cagliari, 1952, n. 23; 1960, n. 26.
  • R. BONU, 'Scrittori sardi', Sassari, 1961, vol. II, pp. 822-833.
  • A. PINNA, 'Antioco Zucca: un filosofo sconosciuto', Sassari, 2D Editrice Mediterranea, 1994.

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